La DILLE (Società Italiana di Didattica delle Lingue e Linguistica Educativa) ha manifestato forte disappunto per le modifiche al profilo degli istituti tecnici previste dal Decreto n. 29 del 19 febbraio 2026. Il fulcro della critica è la consistente riduzione delle ore di insegnamento delle lingue straniere, scelta ritenuta regressiva dal punto di vista educativo e culturale.
La rimodulazione oraria colpisce in modo marcato gli indirizzi a vocazione economica, dove le ore linguistiche vengono fortemente compresse. Secondo l’associazione, una ridotta esposizione all’insegnamento rende difficile ottenere competenze stabili e funzionali: la formazione linguistica rischia di diventare meramente simbolica, incapace di garantire abilità pratiche e durature.
DILLE ricorda che numerosi studi sul apprendimento plurilingue dimostrano benefici cognitivi — come maggiore controllo esecutivo e flessibilità mentale — utili tanto nella vita quotidiana quanto in contesti tecnici e professionali.
La decisione di demandare alle singole scuole il recupero delle ore tramite la quota di autonomia solleva preoccupazioni circa l’equità dell’offerta formativa. L’associazione teme che la qualità dell’insegnamento linguistico diventi variabile in base alle risorse dell’istituto, creando disparità geografiche e trasformando l’accesso a un’istruzione linguistica completa in un vantaggio legato al territorio o alla condizione economica delle famiglie.
Confrontando la riforma con le raccomandazioni europee — che incentivano il modello “1+2” (lingua madre più due lingue straniere) — DILLE osserva che l’Italia sembra muoversi in senso opposto. Questo arretramento potrebbe indebolire la posizione dei diplomati tecnici sul mercato internazionale, dove le competenze interculturali e linguistiche sono sempre più richieste.
Tra gli effetti pratici, l’associazione segnala il possibile depotenziamento di indirizzi come Relazioni Internazionali per il Marketing. Senza una solida formazione linguistica, l’internazionalizzazione prevista dalla riorganizzazione rischia di restare teorica, con perdita di expertise docente e sfilacciamento di metodologie didattiche costruite nel tempo.
Un aumento significativo della produzione editoriale caratterizza il panorama italiano. Attualmente, in Italia vengono pubblicati circa 1,7 titoli ogni...
Un altro importante successo legale è stato ottenuto presso il Tribunale di Napoli Nord, dove il Giudice del Lavoro, dott. Marco...
Una nuova sentenza del Tribunale di Arezzo conferma il diritto dei docenti supplenti al pagamento di oltre quattromila euro per...